
“Santa Maria di Portosalvo dei Marinai” ha una storia molto antica ed è indissolubilmente legata alla vita della nostra città, che nel Vascelluzzo, in essa tradizionalmente custodito, riconosce un’icona della Beata Vergine Maria, protettrice di Messina.
Le molteplici vicende della chiesa sono state oggetto di studio di rinomati storici messinesi, tra i quali il Samperi (1590-1654) e il Gallo (1697-1780), tanto per citare i più noti. Questi concordano nel ricordare che, intorno al 1560, accanto alla foce del torrente Trapani, fuori le mura della città, i marinai e i padroni di barche e vascelli eressero, impegnandovi parte dei guadagni delle loro fatiche marinaresche, una chiesa in onore di santa Maria di Portosalvo, il cui culto era già radicato nell’immaginario messinese grazie a un’icona orientale giunta a Messina e conservata nel Monastero di Santa Chiara.
I marinai, dopo averla costruita, ottennero dall’Arcivescovo mons. Antonio III Cancellario la facoltà di fondare una Confraternita, con tutte le sue regole (1565), approvate nel 1582 da papa Gregorio XIII, con un Breve, che fu pure registrato dal Governo del Regno delle Due Sicilie. Nel 1608, poi, un rescritto del pontefice Paolo V concesse che i Canonici di Santa Maria di Portosalvo dei Marinai fossero ammessi come membri della Chiesa Lateranense.
La Confraternita, riconosciuta ed onorata, operava in città.
Già nel 1565, formando i primi statuti, i confrati determinarono la costruzione di un Vascelluzzo, in sostanza un ex voto, per ringraziare la Vergine dei numerosi suoi interventi per la salvezza dei naviganti.
Ai primi del Seicento giunsero a Messina i frati Minori Riformati dell’Osservanza che furono da essa ospitati dal 1613. Da lì a poco i frati, però, presero possesso forzoso della chiesa ed addirittura nel 1629 fecero demolire di notte l’edificio per erigerne uno più grande. Aumentata negli anni la frequentazione della popolazione al tempio e dopo vari alterchi con i frati, la Confraternita decise, nel 1743, di lasciare loro l’antica chiesa e di trasferirsi più a monte, nel quartiere di San Leone, fondando, a proprie spese, una nuova chiesa di Santa Maria di Portosalvo dei Marinai.
Nel 1755 la Confraternita, nonostante la grave peste che si era abbattuta su Messina, ebbe una sua nuova sede. I confrati avevano portato con sé l’antico quadro della Vergine con veduta del porto di Messina attribuita a Polidoro Caldara da Caravaggio, i Santi pescatori Pietro ed Andrea, secondo alcuni di Cesare da Napoli (secondo altri del Guinaccia), la Madonna di Portosalvo di Antonio Catalano l’Antico e l’artistico Vascelluzzo d’argento.
La chiesa, rimasta indenne dal terremoto del 1783, fu comunque restaurata nel 1847.
Che Confraternita e chiesa fossero parte incisiva e radicata nella vita del territorio lo dimostra anche il fatto che negli anni siano state oggetto di attenzioni da parte delle autorità civili.
Il 15 giugno 1864, ad esempio, il Consiglio Comunale di Messina, approvando il lavoro della Commissione preposta alla denominazione delle strade di San Leone e Boccetta, stabilì la denominazione di “Via dei Marinai” per la strada che scorreva lungo il prospetto posteriore della Pia Casa e, appunto, lungo il prospetto della chiesa stessa di Santa Maria di Portosalvo dei Marinai.
Questa, risultata agibile solo in parte dopo il terremoto del 1908, fu ricostruita ad opera dell’Arcivescovo Angelo Paino tra il 1937 e il 1938, su progetto dell’ufficio tecnico arcivescovile della ditta dei fratelli Cardillo con linee architettoniche e pianta molto essenziali così come la si vede al giorno d’oggi. Negli ultimi anni la chiesa, grazie alla numerosa e generosa comunità che la frequenta, alla Confraternita e, non ultimo, allo sprone dell’assistente ecclesiastico, è stata abbellita da opere di contemporanei artisti messinesi, che esaltano la bellezza della Madre di Dio: raffinate vetrate ne ripercorrono la vita, delicate vele ricordano le donne che prefigurano virtù da lei vissute in maniera eccelsa, un’imponente machina lignea custodisce il tabernacolo e un quadro riproduce proprio la Vergine di Portosalvo dei Marinai; tutta la volta dell’abside di un intenso blu puntellato di stelle riproduce fedelmente la nostra galassia.
Sintesi di Liliana F. Nania dal testo:
Felice Irrera- Liliana F. Nania, La chiesa di S. Maria di Portosalvo dei Marinai e la sua Confraternita,
Messina 2020.

