A causa dell’iconoclastia (secc. VIII-IX), distruzione delle immagini sacre, imposta dagli imperatori della dinastia isaurica (famoso Leone III Isaurico), i credenti le nascosero, le espatriarono, le salvarono. Feroci le persecuzioni. Altrettanto tenaci le difese. Ovunque segreti e occulti i loro nascondigli. Strategie audaci le difendevano ancora nonostante l’approvazione dei Concili, il Secondo di Nicea (787) e quello di Costantinopoli (843): non si venerano le immagini, ma ciò che esse rappresentano.
Forse a ricordo di tali eventi, come in un genere letterario sorsero e si moltiplicarono i quadri che, paludati di particolari sorprendenti, li potenziavano, ne originavano le devozioni, suscitando corrispondenti santuari e incredibili pellegrinaggi.
Anche a Messina esistono devozioni nate dal ritrovamento miracoloso di icone della Vergine e sono quelle di Santa Maria della Scala e Santa Maria di Dinnammare, il cui ricordo è presente nelle rappresentazioni iconografiche di Samuele Raffaele.
SANTA MARIA DELLA SCALA

Accadde nei secoli trascorsi che nel porto di Messina, un vascello, già libero da ogni mercanzia, dovesse salpare, ma non vi riuscisse benché i venti fossero favorevoli. I naviganti con sorpresa si accorsero che l’impedimento nasceva dalla presenza di un’icona di Maria al cui fianco sinistro era posta una scala. Soltanto dopo aver affidato all’Arcivescovo il prezioso carico, la nave riuscì a riprendere il viaggio. Dopo il primo, un secondo prodigio: la sacra immagine divenne pesante a tal punto che non si riusciva a spostarla dal porto. La si affidò, dunque, ad un carro trascinato da due buoi, lasciati liberi. Questi, seguiti da tutto il popolo, percorsero il letto del torrente Giostra. Ivi si fermarono presso il monastero di Badiazza, che da allora fu indicato come Santa Maria della Scala.
Ogni anno, il primo di agosto, con notevole pellegrinaggio devoto e orante convergono i pellegrini.
Lode a Maria
Tutto esalta e loda Maria
Scala di grazia e di santità
Scala sicura e accogliente
Scala per Dio
Scala per gli uomini
Scala per cui Dio scese tra gli uomini
Scala per cui gli uomini ascesero a Dio
Scala per cui Dio divenne figlio dell’uomo
Scala per cui l’uomo divenne figlio di Dio.
DINNAMMARE
A Dinnammare (ME) monte dei peloritani (m 1130) dal quale si ammirano i due mari, lo Ionio e il Tirreno, trovò ospitalità un’icona consegnata da due delfini ai pescatori di Maregrosso. Nella vallata di Giostra (ME) due buoi trasportarono un dipinto della beata Vergine Maria.
Per antica tradizione ogni anno, iniziando il pellegrinaggio alla mezzanotte del 3 agosto, il dipinto di S. Maria (certo una rievocata fantasiosa copia) viene portato da Larderia (ME) al Santuario, da dove, dopo essere stato meta di travolgenti pellegrinaggi e di ardenti celebrazioni, viene restituito alla chiesa parrocchiale di san Giovanni Battista nel pomeriggio del 5 agosto, dopo una lunga sosta nella chiesetta.

Saluti dei pellegrini
Salve del ciel Regina
stella che mai tramonta
rosa dei nostri monti
sempre fiorita.
……
O monte del Signore
monte di grazie pingui!
Per te giammai si estingua
in nostra fede!
(dall’Inno attribuito a sant’Annibale Maria di Francia)
Mons. Eugenio Foti
