
Lc 21, 25-28.34-36
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
Fino a quando nell’anima mia proverò affanni e tormenti,
tristezze e angosce nel mio cuore ogni momento?
Guarda! Rispondi Signore mio Dio.
Immediata rassicurante la promessa:
«Io cambierò il loro lutto in gioia. Vi consolerò e vi renderò felici senza afflizioni» (Gr 31,13).
Dalla eternità e nel tempo risuona ancora l’adesione il consenso: «Ecco manda me» che il profeta Isaia espresse a Jahvè.
Impegno che la Chiesa applica al verbo di Dio, a Gesù di Nazareth, al Messia. Elargitore di grazia, di misericordia, di perdono, Egli presenza della tenerezza del Padre.
Allora la rugiada dello Spirito Santo soffiò nel cuore e nella mente dell’uomo l’antica consapevolezza del peccato.
L’uomo, sì, l’uomo collaborò con la grazia: «Assolvimi, Signore, dalle colpe che non vedo» (Sl 18,13). Tu lo sai, tu mi conosci!
«Con tutto il cuore io ti cerco» (Sl 118,10).
Tu lo sai. Io l’ho sperimentato: «Tu misericordioso non abbandoni chi ti cerca» (Sl 9,11).
Dal cuore che salva al cuore e all’anima del contrito.
Al cospetto degli angeli, dei santi e della Beata Vergine Maria, che ognora intercede, lo stupore, l’estasi per una ri-creazione, per una rinnovata e risplendente partecipazione alla natura di Dio.
«Su venite e discutiamo.
Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto
diventeranno bianchi come la neve.
Anche se fossero rossi come la porpora,
diventeranno come la lana (Is 16,18)
Adesso ci soccorra e ci rincori un ispirato metodo, un sacrosanto comportamento, un coerente, significativo, vincolante, gioioso impegno:
«Aggiungere alla fede la virtù,
alla virtù la conoscenza, la temperanza, la pazienza,
alla pazienza la pietà,
alla pietà l’amore fraterno,
all’amore fraterno la carità» (2Pt 1,5-7).
In sintesi:
«Convertiamoci a lui con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Egli si convertirà a noi e non ci nasconderà il suo volto» (Tb 13,6-7).
Egli, Gesù Cristo, nella prima venuta si è manifestato nella debolezza della carne. Nell’ultima verrà nella maestà e nella gloria.
Nella venuta intermedia viene nella potenza dello spirito.
Nella prima abbiamo esultato e acclamato: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore» (Mt 21,9). Nella seconda proclameremo la stessa lode. Nella intermedia, l’odierna, acclamiamo la sua persona.
Oggi, ora, qui, ove ci muoviamo pensiamo e viviamo.
Con esuberante, grato, fraterno, mistico amplesso trasfigurante da parte nostra singolarmente: «A me tu devi venire. E per me e in me e con me si deve realizzare il tuo Avvento.
Per noi tutti e per ciascuno: «Vegliate, dunque, pregate in ogni momento» (Lc 21,36).
Audace, ma vittoriosa la ricerca: «Io cerco il tuo volto, Signore, io cerco il tuo volto. Non nascondermi il tuo volto»!!
«Tu insegnami nel profondo del cuore dove e come trovarti.
Ovunque tu sei presente!!! Perché non ti vedo?
Abiti una luce inaccessibile e come giungere ad essa? Chi ci guiderà? Che ci introdurrà affinché ci ti possiamo vedere? Dacci la luce e mostrati» (Anselmo di Aosta).
Come sempre la risposta:
«Invocami e io ti risponderò e ti annuncerò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci» (Gr 23,3).
«Verranno giorni nei quali realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa di Israele e alla casa di Giuda. Susciterò un germoglio di giustizia a Davide» (Gr 33,14).
«Le potenze dei cieli saranno sconvolte» (Lc 21,26), ma «non spetta a noi conoscere i tempi e i momenti» (Att, 24).
E noi che cosa vedremo? Di che cosa si pascerà la nostra mente?
Di che cosa si delizierà la nostra vista?
Da dove verrà la gioia?
Dal Verbo stesso di Dio.
Da Colui che è prima dei secoli, l’invisibile, l’ineffabile, l’incorporeo.
Da Colui che è il principio dal principio,
la luce dalla luce,
la fonte della vita e dell’immortalità,
l’impronta della bellezza creativa,
il sigillo inamovibile,
l’icona perfetta,
la definizione e la spiegazione del Padre.
«Il Verbo viene verso di noi che siamo sua immagine.
Indossa la carne a causa della carne.
Si mescola a un’anima spirituale, la nostra anima.
Purifica il simile con il simile.
Egli è concepito dalla Vergine» (Gregorio di Nazianzio).
E dunque?…….
Grazie, Maria.
«La tua apparizione nel mondo
è come luce nel mattino,
ancora pallida e indiretta,
ma soavissima,
ma bellissima.
La luce del mondo, Cristo,
sta per arrivare.
Tu, o Maria, la porti con te» (Paolo VI).
Amen
