guida e illumina
la nostra strada
te lo chiedo di cuore”
(I, 130, 3, 16-9-1976)
Da: E. FOTI, Dinnammare quasi un sorriso di Maria, Messina 1981, p. 65.
Quasi tutte le preghiere, raccolte da Eugenio Foti, portano il timbro della preghiera di richiesta: per la salute, per il lavoro, per la pace familiare. La Madre di Dio è invocata con forza e tenerezza, con fiducia e affetto.
Considerata da molti come forma di preghiera più “povera”, interessata cioè ad ottenere grazie, è invece da considerarsi come la più alta.
Infatti è quella raccomandata da Gesù (Lc 11,2-4; Mt 6,9-13) che, specie nei Sinottici, invita a pregare con insistenza ed umiltà, nella fiduciosa certezza che la nostra preghiera sarà esaudita, perché rivolta a Dio che si prende cura delle sue creature: “Chiedete e vi sarà dato; – si legge in Mt 7, 7-8 – cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto, perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto”. In una coerente logica segnata dall’affetto paterno, continua il brano, è impensabile non solo che la preghiera non venga ascoltata, ma che non venga accolta, intenzionata com’è a distribuire il bene richiesto.
Ancora di più questo tipo di preghiera trova il suo naturale esito quando è rivolta alla Madre di Gesù; lei è la più vicina al Figlio e la sua opera di mediazione è ritenuta efficace e certa, quasi scontata.
Al Santuario di Dinnammare, che sorge alto sulla città di Messina, si sono riversati nei decenni molti fedeli, talvolta attraverso un lungo cammino a piedi, pregando e cantando le lodi a Maria. Alla sua immagine si sono rivolte persone di ogni ceto sociale, convinte per fede e per grazia della bontà di questo cammino di incontro con la Madre di Dio.
La scelta di quella preghiera, posta in esergo, indica proprio questo: Maria è il cammino verso il Figlio, accompagna il credente nel difficile percorso della vita. La si invoca con un diminutivo: Madonnina, segno di intimità verso chi si crede sia da sempre attenta ai bisogni dei suoi figli.
Guida: questa è la richiesta. Innanzitutto: guida, quasi una compagna di strada più accorta e esperta in umanità. Nel difficile percorso della vita, fatta talvolta di momenti bui, di difficoltà e di dolore, c’è bisogno di una guida che indichi il percorso, una guida che sappia vedere là dove sembra esserci solo oscurità.
e illumina: non sempre si è capaci di “vedere”, sopraffatti dai problemi personali, familiari e sociali. Pregare in tal senso è richiesta di luce. Solo con la luce è possibile scorgere ciò che sta intorno, misurando le distanze, delineando la fisionomia giusta delle cose. Nel buio nulla è distinto, tutto è confuso, specie quando i drammi della vita travolgono e schiacciano.
La Madre di Gesù offre al credente la giusta dimensione dei vari eventi della vita, illuminandola con la sua capacità di prevedere i bisogni e di indicare la strada.
la nostra strada: siamo esseri in cammino, ogni giorno è fatto di passi in avanti, anche se talvolta ci sembra di stare fermi o di retrocedere in posizioni sbagliate. La nostra strada, guidata da Maria, diventa allora anche la sua strada, non in senso simbolico ma reale. Lei ha fatto tanti passi durante la sua vita terrena, seguendo quel suo Figlio tanto amato, talvolta perduto e poi ritrovato. Sa bene dunque cosa significhi camminare sulle orme di Gesù, su quelle tracce che indicano un percorso, anche se difficile e oscuro, che portano alla croce e che, poi, conducono alla verità del Vivente.
Te lo chiedo di cuore: l’autenticità della preghiera si misura anche dall’immersione del cuore nel cuore di Maria. Non servono molte parole, ma soltanto l’intenzione di creare con lei una relazione di intimità e di affetto. Nessuna retorica o sdolcinatura in questa breve e intensa preghiera; l’orante sa bene che il cuore, centro vitale del respiro, è il punto nevralgico che muove i pensieri e l’agire. Partendo da lì ci si rivolge a Lei, presenza viva, convinti che il pregare troverà non solo ascolto, ma anche esaudimento.
Paola Ricci Sindoni

