Solennità Santissima Trinità. Meditazione di mons. Eugenio Foti

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In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Gv 16, 12-15

«La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo
siano con tutti voi» (2Cor 13,13).

È il saluto trinitario rivolto da Paolo ai fedeli di Corinto.
Di seguito l’attenzione si interessa a due interlocutori: la Trinità e l’uomo.

L’uomo interroga sulla sua realtà.

«Chi è l’uomo perché te ne ricordi?
Il figlio dell’uomo perché te ne curi?
Eppure l’hai fatto poco men o degli angeli.
Di onore e di gloria lo hai coronato» (Sl 8).

Ecco le tre persone divine nella loro relazione con l’uomo. Dio Padre lo giustifica, ristabilendolo nella sua grazia. Il Figlio s’incarna e muore sulla croce per ottenergli tale dono. Lo Spirito Santo viene a riversare nel suo cuore l’amore della Trinità.

«O Trinità eterna, nella tua luce, conosco e mi rappresento te, sommo ed infinito bene: bene sopra ogni bene, bene felice, bene incomprensibile, bene inestimabile. Bellezza sopra ogni bellezza, sapienza sopra ogni sapienza. Anzi tu sei la stessa sapienza.
Tu cibo degli angeli con fuoco di amore, ti sei dato agli uomini» (Caterina da Siena).

Per entrare in siffatto rapporto con i “Tre” è necessaria la premessa che l’uomo creda in Cristo suo Salvatore, nel Padre che lo ha mandato, nello Spirito Santo che spira nel suo cuore l’amore del Padre e del Figlio, sapienza di Dio, Verbo incarnato.

San Paolo ricorda ancora:
«Per mezzo di Gesù Cristo e per mezzo dello Spirito Santo l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori» (Rm 5).
A noi, dunque, la ricerca per comprendere il mistero:

«Ti ho cercato e ho desiderato di vedere con l’intelligenza ciò che ho creduto, e ho molto disputato e molto faticato. Signore mio Dio, mia unica speranza, esaudiscimi e fa’ sì che non cessi di cercarti per stanchezza, ma cerchi sempre il tuo volto con ardore. Dammi tu la forza di cercare, tu che hai fatto sì di essere trovato e mi hai dato la speranza di trovarti con una conoscenza sempre più perfetta.
Davanti a te la mia forza e la mia debolezza: conserva quella, guarisci questa. Davanti a te sta la mia scienza e la mia ignoranza; dove mi hai aperto ricevimi quando entro; dove hai chiuso, aprimi quando busso.
Fa’ che mi ricordi di te, che comprenda te, che ami te. Aumenta in me questi doni, fino a quando tu mi abbia riformato interamente» (Agostino).
E, nella ricerca ulteriore, continua preghiera:
«O Trinità, misteriosa e beata,
noi ti lodiamo perché ci donasti
la nuova aurora che annuncia il tuo giorno:
Cristo, la gloria di tutto il creato» (Davide Maria Turoldo).

Egli aveva rassicurato i suoi:
«Molte cose ho da dirvi, ma per il momento non siete capaci di sopportarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito di Verità, vi guiderà a tutta la verità».

«L’ordine era di attendere lo Spirito:
così vegliavano assidui e unanimi» (Davide Maria Turoldo) nel cenacolo «con Maria la madre di Gesù» (At 1, 14).
A Maria, per prima, in maniera assoluta, era stata rivelata, al momento dell’annunciazione, la realtà del Dio Trino e uno.
E lei?
Maria apprendeva che avrebbe concepito un figlio maschio, che sarebbe stato salvatore; che ci sarebbero stati dei salvati dal figlio e che tutto sarebbe accaduto per opera di Spirito Santo: egli «scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo» (Lc 1, 35).
Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo la chiamavano ad una missione inaudita:
Certo Maria non intendeva tutto, subito e per sempre, ma soltanto quello che le era possibile in relazione alla luce di Dio, alla sua personale maturità, ai suoi limiti di creatura, secondo le “nozioni” e le memorie che poteva avere della storia della salvezza, assimilate nel Tempio, nella famiglia, ovunque.
Fiorisce filiale, affettuosa domanda:
«Da quali sentimenti eri animata?
Quale amore ti possedeva?
Quali pensieri ti agitavano mentre avvenivano in te queste cose?
Dov’era la tua anima, dove il tuo cuore?
La tua mente, i sentimenti?
Dove la ragione?
Tu ardevi senza consumarti, come il roveto visto un giorno da Mosè» (Anselmo di Losanna).
Tu serbavi tutte queste cose nel tuo cuore (cfr. Lc 2,51).

«Maria, purissimo incensiere d’oro, [è] veramente diventata ricettacolo dell’incircoscrivibile Triade: in [lei] si è compiaciuto il Padre; in [lei] il Figlio ha posto la sua dimora e lo Spirito Santo […] adombrandola l’ha resa Madre di Dio» (Anthologhion).

Alla Madre, gloria della Trinità, il Figlio da sempre ha trasmesso il suo amore, lo Spirito l’ha creata tuttasanta, l’eterno Padre l’ha costituita collaboratrice nel mistero di salvezza, in rapporto a Cristo e alla Chiesa.

La preghiera rivolta al Padre, nel prefazio di Maria Madre della Chiesa, sottolinea la sua perenne cooperazione affinché la Chiesa sia, a sua immagine, Madre-Vergine.

Nella beata Vergine Maria, Dio Trinità,
offre alla Chiesa
«una purissima immagine della sua missione materna
e della sua gloria futura:
vergine illibata per l’integrità della fede;
sposa indissolubilmente unita a Cristo nel gaudio e nel dolore;
madre feconda per opera dello Spirito,
teneramente sollecita del bene di tutti i suoi figli;
regina adorna dei gioielli delle virtù,
rivestita di sole, coronata di stelle,
splendente della gloria del suo Signore».
Ella vergine e madre: il vero cielo della santissima Trinità (Cfr. Davide Maria Turoldo).

E noi, noi, Chiesa, in Maria e con Maria possiamo proclamare:
«Signore, Padre Santo,
Dio onnipotente ed eterno,
con il tuo Figlio e con lo Spirito Santo
sei un solo Dio, un solo Signore,
non nell’unità di una persona,
ma nella Trinità di una sola sostanza.
Noi adoriamo la Trinità delle persone,
l’unità della natura, l’uguaglianza della maestà divina».
Amen


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