
Maggio
dedicato ai dogmi mariani:
meditazione di mons. Eugenio Foti
Sommo stupore pervade l’umanità, ciascuno di noi, dinanzi all’inaudito e ineffabile prodigio dell’amore che salva: una donna ha messo al mondo il Figlio di Dio, il “nato da donna” (Gal 4, 4). Maria è la donna Madre del Figlio di Dio.
Di lei i Vangeli attestano che è la Madre di Gesù.
Ma Gesù non è il Figlio di Dio? Dunque, Maria è la Madre del Figlio di Dio incarnato.
“Egli, generato dal Padre prima dei secoli quanto alla sua divinità, negli ultimi giorni, per noi e per la nostra salvezza, venne generato da Maria Vergine “Theotókos”, quanto alla sua umanità” (Concilio di Calcedonia).
È legittimo chiamare Maria Theotòkos, Madre di Dio, non perché abbia comunicato al Verbo la natura divina (Maria non è una dea), ma perché lo ha generato secondo l’umanità.
Le parole dell’evangelista Giovanni, “Il Verbo si è fatto carne” (Gv 1, 14), definiscono l’inserimento personale di Dio nella realtà umana grazie alla risposta affermativa di Maria.
Ella, pur essendo creatura, è veramente la Madre del suo Creatore.
Il Figlio di Dio, fatto uomo, è frutto del suo grembo e del suo sangue. “Lo Spirito Santo scenderà di di te. La potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Sarà chiamato Figlio di Dio” (Lc 1, 35).
Gesù Cristo è un’unica persona. Soltanto ed esclusivamente persona divina. Egli, nella Incarnazione, assunse in sé la natura umana, associandola a quella divina.
Una è la persona, quella divina, due le nature: l’umana e la divina.
Nel mistero dell’Incarnazione Maria dona alla persona divina del Verbo la natura umana. Diviene così la Madre di Dio fatto uomo in un rapporto di persona a persona, di madre a figlio.
Nell’Annunciazione Dio si era rivolto a lei in maniera personale; ne aveva interpellato la volontà, attesa una risposta di fede, per cui “Maria partorì credendo e credendo concepì” (Agostino). Rimase turbata alle parole dell’angelo e ne cercava il senso
Maria non si comportò come strumento passivo, ma come interlocutrice attiva, intelligente e libera. Alla risposta sul come aderì con il fiat.
Il suo consenso esprime la fondamentale apertura della sua persona a Dio. Manifesta la sua responsabile adesione al disegno che le è stato proposto: accetta senza costrizioni l’elezione ad essere la Madre del Salvatore.
Non ammettere il mistero della Theotókos, equivarrebbe a rifiutare che Dio possa assumere una vera natura umana, che possa assumere quanto deve essere salvato. Significherebbe essere pessimisti a tal punto che, non credendo al potere amorevole di Dio, si rifiuterebbe che il Figlio suo si sia fatto uomo.
